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| è stato definito un biennio di recessione quello che l’Italia vivrà sino alle scoglie del 2010. Per la prima volta dal 1994, nel 2009, la variazione annua dei posti di lavoro sarà negativa e ciò inciderà sul reddito e i consumi delle famiglie.E si è detto piuttosto ottimista: “L'Italia potrebbe superare la crisi un po' meglio di altri. E' meno indebitato e le esasperazioni sono state meno accentuate che altrove. Le banche sono più solide e il Paese è più flessibile. La crisi c’è ed è pesante ma sarà superabile”. Migliaia di licenziamenti. Ma il governo non aumenta le risorse per la cassa integrazione. I lavoratori della Merloni in corteo a Roma. In Umbria, alla Rapanelli, un imprenditore perde la testa: investe due operai che protestavano.E’ crisi nera. Molte aziende italiane ricorrono in modo massiccio alla cassa integrazione. O, se sono troppo piccole, chiudono e basta e licenziano. La Cgil ha stimato 300 mila posti a rischio e ha lanciato l’allarme sulla possibile estinzione delle risorse pubbliche per finanziare la cassa integrazione. Il governo, però, non ascolta. E' stata ritirato, infatti, il provvedimento che aumentava risorse per la proroga della cassa integrazione straordinaria e degli altri ammortizzatori sociali in deroga. Il fondo - prevede il ddl Lavoro collegato alla Finanziaria approvato oggi dalla Camera - resta di 450 milioni e non aumenta a 600 milioni. Approvati invece due emendamenti dell'opposizione: anche le grandi imprese, che già per legge hanno la cassa integrazione, potranno usufruire delle risorse per la cassa in deroga (cigs). “Non è un buon segnale”. Così il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, commenta il ritiro dell'emendamento che nel ddl Lavoro aumentava di 150 milioni i fondi per la cigs. Sottolinea il dirigente sindacale: “Quello della cigs è un problema che abbiamo posto con forza e che scoppierà nelle prossime settimane. Il governo ha motivato questa scelta dicendo che vuole fare di più e meglio, il tempo dirà se è effettivamente così”.Ma il peggio, almeno per l’industria, deve ancora venire. Il segretario nazionale della Fiom Cgil Maurizio Landini, in una conversazione con il Manifesto, spiega: “Siamo davanti a un calo drastico della domanda, soprattutto nei settori auto ed elettrodomestici, che da soli fanno il 40 per cento della categoria; ma ci sono segnali negativi anche dalle acciaierie, come nel caso della Lucchini. Gli unici comparti che per ora restano fuori sono le macchine agricole e utensili. In settembre abbiamo registrato un aumento fino al 30-40 per cento delle richieste di cassa integrazione, quando prima della pausa estiva eravamo al 10. Ma le fasi più pesanti ce le aspettiamo nell’ultima parte dell’anno e nei primi mesi del 2009”. “Se consideriamo l’intero panorama industriale, abbiamo 4 milioni e mezzo di lavoratori in Italia, ma la metà è in imprese sotto i 50 dipendenti. Tutto l’artigianato e la piccola impresa è privo della cassa integrazione ordinaria, come d’altra parte i precari. Questi ultimi rappresentano il 15% del settore: almeno 250-300 mila lavoratori a rischio, i primi a saltare quando si avvia un procedimento di tassa”.Di questo parleranno il prossimo 31 ottobre le delegate e i delegati metalmeccanici, nell’Assemblea nazionale a Roma. Occasione in cui la Fiom proporrà una mobilitazione generale."La cosa più grande che puoi imparare è amare e lasciarti amare......" vs Enza   |
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